A sample text widget

Etiam pulvinar consectetur dolor sed malesuada. Ut convallis euismod dolor nec pretium. Nunc ut tristique massa.

Nam sodales mi vitae dolor ullamcorper et vulputate enim accumsan. Morbi orci magna, tincidunt vitae molestie nec, molestie at mi. Nulla nulla lorem, suscipit in posuere in, interdum non magna.

Giacinta Jalongo: La città possibile per la società di domani

tesi sostenuta _ Le nostre realtà territoriali si vanno modificando vertiginosamente. I processi di globalizzazione entrano nelle economie nazionali e irrompono prepotentemente nella vita dei singoli. I rischi ambientali mettono in crisi la qualità della vita e la salute degli abitanti soprattutto nelle aree urbane. Le città risultano particolarmente coinvolte da questi fenomeni e dalle problematiche che comportano (gli squilibri a livello locale mettono in crisi la “città tradizionale” sul piano socio – economico – urbanistico e umano). Tuttavia, le città stesse sembrano possedere importanti elementi — quali cultura e tecnologia — necessari alla loro soluzione.

campo entro il quale si colloca la tesi _Lo spazio domestico è attraversato dalla “global city”. Da un lato, i diversi luoghi della comunità sono superati dalle nuove forme di condivisione e connessione virtuali offerte dal “social network”, con buona pace degli antichi rapporti di relazione fisica tra le persone, spesso paradossalmente sostituiti da contatti “paraurti a paraurti”. Dall’altro lato, però, anche in virtù dell’aumentato fabbisogno di relazionarsi fisicamente  con l’altro, incentivato dall’uso del mezzo informatico, si è verificato un notevole aumento di mobilità sul territorio con frenetici andirivieni di autoveicoli e conseguenti pesanti inquinamenti dell’ambiente.

Assieme ai fenomeni di cui sopra, nella global city spesso si assiste al degrado dell’ambiente urbano, allo scollamento tra le varie parti della città, al disfacimento del tessuto connettivo comunitario, alla segregazione urbana: questi, fortunatamente non sempre, i caratteri distintivi delle nostre realtà e l’espressione del disagio sociale individuale del nostro tempo.  Nelle nostre realtà è venuta a  mancare la cultura della convivenza: ruoli e “modelli di relazione” sono regolati dal solo legame affettivo che prende il sopravvento ed esaurisce l’intera dinamica relazionale. L’estraneo, nel caso specifico lo straniero, è escluso dai sistemi di appartenenza, mentre, invece, è una risorsa per lo sviluppo sociale, culturale ed economico.

In questa complessità, ove il traffico sembra essere l’unica regola dominante, ogni intervento mirato al territorio e alla società  deve innanzitutto stabilire bene le regole del gioco.

prospettive di lavoro _ Nel paper si tenterà di capire, quale possa essere il punto di partenza per una risposta complessiva al malessere urbano e quali le condizioni necessarie per ricostruire, su basi reali, un possibile senso di appartenenza comunitaria e di identità cittadina; come organizzare la città, superandone le contraddizioni: da un lato, in modo che possa continuare a svolgere bene e con più efficienza il suo ruolo di motore “culturale”, rendendone facili le relazioni nello spazio fisico (il che significa favorirne la mobilità interna); dall’altro lato, limitando al massimo possibile l’“erratico” traffico automobilistico,  per fornire un valido contributo alla riduzione dell’effetto serra ed evitare che il cane si morda la coda.

Giacinta Jalongo, Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica – Università degli Studi di Napoli, Napoli, Italia, ialongo@unina.it

Comments are closed.