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Francesco Chiodelli: LA RELAZIONE TRA URBANISTICA E POLITICA AI TEMPI DELLA CRISI

tesi sostenuta _ La tesi che si argomenta è quella della necessità della revisioni di alcuni degli assunti condivisi che legano le diverse teorie che hanno proposto (e propongono), pur con diverse sfumature, la politicizzazione dell’urbanistica (advocacy, radical, pluralist o comunicative planning che siano).

Nel testo si sostiene che, per quanto esse abbiamo avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della disciplina, alcuni dei loro aspetti di theory of planning (politicizzazione del planner, graduale dissoluzione del sapere tecnico, immissione di elementi di giudizio di valore in ambito professionale) non solo si rivelano fragili ad un’analisi in termini di filosofia morale, ma, soprattutto, non sembrano rispondere adeguatamente ad alcune delle nuove sfide di una società contemporanea.

Sulla scorta delle suggestioni di Henri Lefebvre ci si chiede quindi non se il planner abbia una funzione politica (caratteristica assodata), ma se sia corretto, legittimo e soprattutto utile che oggi il planning definisca e venga guidato da una qualche teoria morale o ideologia politica. Ciò che come risposta a tale quesito si propone è la necessità di una doppia operazione: (1) il riconoscimento di specifici agli ambiti di competenza dell’urbanistica afferibili alla sfera anankastica (dal greco Ἀνάγκη, necessità), ovvero delle preposizioni che esprimono una necessità (if…then…): compito della disciplina urbanistica è in questo senso quello di stabilire (hos epi to poly) la relazione tra esiti sociali e operazioni spaziali; (2) una operazione di fondazione gnoseologica della disciplina che, pur nell’impossibilità di qualsiasi costrutto epistemologico, e potendosi affidare solo al campo dell’euristica (espressione di una ‘debolezza positiva’ del sapere), lavori nella direzione della costruzione di un bagaglio tecnico disciplinare autorevole (anche via accumulazione di un sapere storico ancor oggi fragile). Il tutto nella convinzione che, per ripoliticizzare lo spazio, si debba depoliticizzare l’urbanistica.

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni/confutazioni _ La tesi si inserisce nel campo della teoria dell’urbanistica, e più precisamente in quello della normative theory of planning, (Faludi, 1973), affiancandone le argomentazioni ad alcuni elementi di filosofia morale

prospettive di lavoro _ Il testo si inscrive in una duplice prospettiva di lavoro dell’autore: una ristretta, relativa all’indagine puntuale delle suggestioni (per chi si occupa di urbanistica) in Henri Lefebvre; una più allargata relativa alla natura odierna delle pratiche di pianificazione, in relazione alla quali il testo fornisce alcuni campi di ricerca ancora tutti da esplorare (reale possibilità di fondazione gnoseologica della disciplina, analisi dei concetti funzionali in ambito urbano…).

Francesco Chiodelli, dottorando PPU, DiAP, Politecnico di Milano, f.chiodelli@hotmail.it

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