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Franca Balletti, Silvia Soppa: Gli spazi pubblici: luoghi di conflitto e risorsa della città multietnica

tesi sostenuta _Una pluralità di cambiamenti nella società e nella città ha determinato il declino dello spazio pubblico; sempre più diffuse nelle città medio-grandi sono fenomeni di degrado fisico, di esclusione sociale, di privatizzazione dello spazio pubblico non solo in aree periferiche, ma anche in zone centrali, come i centri storici. D’altra parte, gli spazi pubblici sono anche sempre più spesso l’obiettivo di azioni sociali per la loro difesa e cresce il numero di comitati, gruppi e associazioni di cittadini che ne reclamano la cura e si mobilitano per la difesa e la riconquista di spazi essenziali per la vivibilità ambientale e la coesione sociale: piazze, strade, aree verdi.

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni/confutazioni _ Il tema dello spazio pubblico apre alla ridefinizione della questione del centro storico per le città medio-grandi, nel momento in cui la ricerca sembra più concentrarsi sulla rivitalizzazione dei centri storici minori. In tal senso, il centro storico di Genova costituisce un laboratorio interessante per la costruzione di politiche urbane tese al superamento dei conflitti che nascono dalla compresenza di popolazioni appartenenti a culture diverse e tra cittadini che, anche in relazione alle fasce d’età, usano in modo diverso lo spazio aperto. È il caso del quartiere della Maddalena, sito in prossimità di Strada Nuova, il cuore culturale della città, caso paradigmatico per la marginalità che ha presentato rispetto ai processi di recupero attivati dalla Pubblica Amministrazione. Dopo aver avviato un Patto per lo sviluppo locale della Maddalena, che ha come obiettivo il recupero di un’identità e di un futuro condiviso con chi vi opera, vi abita e vi investe, si è dato seguito alla costruzione, attraverso modalità partecipative, di un piano di sviluppo locale che andrà fortemente ad incidere sulla qualità dei servizi di quartiere e dello spazio pubblico.

prospettive di lavoro _ È necessario ampliare la generica definizione di spazio pubblico; esso non è un mero oggetto fisico nello spazio, ma un luogo connesso al suo ambiente di vita, in cui diverse popolazioni devono trovare una possibile convivenza e un confronto. Piccole piazze e parchi di quartiere sono luoghi di incontro, in cui soprattutto i “margini” sono importanti. Il progetto di riqualificazione deve, infatti, essere pensato come uno spazio flessibile che può cambiare forme e usi e per ottenere questa flessibilità, gli spazi pubblici devono essere gestiti non solo semplicemente mantenuti.

Pertanto l’urbanista è chiamato ad arricchire gli “standard urbanistici” del decreto del 1968, tuttora il principale strumento di garanzia della città pubblica, attraverso l’elaborazione di progetti integrati di riqualificazione-valorizzazione in cui promuovere progetti in grado di rafforzare l’identità dei quartieri in cui si interviene; sviluppare un sistema di gestione per gli spazi pubblici; dare impulso ad una rete le associazioni/comitati che lavorano sul territorio per la qualificazione del loro ambiente.

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