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Fabrizia Ippolito: ABITARE I TERRITORI DELL’ECCEZIONE La costruzione del territorio tra pratiche quotidiane e politiche di pianificazione

tesi sostenuta _Una riflessione a posteriori su alcune ricerche[1], condotte in territorio napoletano a partire dall’attività didattica svolta presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Napoli Federico II, è l’occasione per indagare lo spazio intermedio tra le pratiche dell’abitare e le politiche della pianificazione, all’interno di un ripensamento dei campi di applicazione degli studi urbani in rapporto all’attualità del territorio. Temi come l’abusivismo, il rischio, lo scarto, il consumo del suolo propongono alla ricerca domande complesse che richiedono inedite attenzioni. Tra queste, l’attenzione alla moltitudine di interventi che, dal basso, introducendosi nei vuoti lasciati dal progetto e dalle regole della pianificazione, modificano per quantità la qualità del paesaggio italiano. Entrare in queste dinamiche, andando oltre la genericità di una pura localizzazione e quantificazione dei fenomeni, può servire ad individuare strategie per governarle.

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni/confutazioni _ La tesi si inserisce nell’ambito delle ricerche di questi anni sulla città e sul paesaggio e nell’attualità delle vicende che attraversano oggi il territorio ripercuotendosi sul dibattito disciplinare. Se da una parte lo sfumare l’una nell’altra delle due nozioni di città e di paesaggio ha orientato la discussione teorica in direzioni più inclusive, capaci di accogliere un’attenzione ai paesaggi ordinari e alle pratiche quotidiane, dall’altra vicende, politiche ed emergenze recenti hanno reso evidente il ruolo di queste pratiche nella costruzione dei territori.

prospettive di lavoro _ Le ricerche riguardano la città precaria vesuviana, le periferie della ricostruzione post-terremoto, la città oscura del casertano come tasselli di un ritratto del territorio napoletano costruito a partire dai modi di abitare, sullo sfondo di piani, programmi e progetti pubblici che si muovono a cavallo tra la risposta alle emergenze e la gestione ordinaria. In un luogo nel quale il rapporto tra deroga e regola assume molte diverse sfumature, e quello tra emergenza e quotidiano molte complessità, in un momento nel quale alcune politiche cercano di intercettare le pratiche quotidiane, lo sguardo sull’abitare può essere particolarmente rivelatore di dinamiche e logiche di costruzione del territorio.

Fabrizia Ippolito, Ricercatore in Tecnica e Pianificazione Urbanistica, Dipartimento di Pianificazione Territoriale, Università della Calabria, f.ippolito@unical.it


[1] F. Ippolito, G. La Varra, P. Maisto, Vesuvio. La città precaria, Università di Napoli Federico II e Politecnico di Milano a.a. 2004-2006, parzialmente pubblicata in F. Ippolito, “Telling Stories. Urban Tactics beneath the Volcano”, E. Guidi (editor), Urban Makers. Parallel Narratives of Grassroots Practices and Tensions, b_book, Berlino 2008;

F. Ippolito, “Città oscura”, in C. Gambardella, F. Ippolito, F. Jodice, L. Molinari, V. Trione (a cura di), Antinapoli, workshop internazionale e mostra, Seconda Università di Napoli, a.a. 2005-2006; F. Ippolito (a cura di), “Scarti”, in G. Montesano, V. Trione (a cura di), Napoli assediata, mostra, istituto Cervantes, Napoli 2007, libro Pironti, Napoli 2007; F. Ippolito (a cura di), Aftershocks. Scosse di assestamento. Le periferie post-terremoto 30 anni dopo, Università di Napoli Federico II a. a. 2006-2009.

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