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Barbara Pizzo: Conoscenza e cultura tra teorie e pratiche in tempo di crisi

Ci si propone di esplorare il discorso intorno a cultura e conoscenza in relazione alla pianificazione e alle politiche territoriali, per come questo viene affrontato nella prospettiva dello sviluppo locale e in quella (almeno apparentemente) divergente, della ICT, della “knowledge society”, e della “knowledge economy”.
Conoscenza e cultura sono considerate come una parte fondamentale del capitale sociale e territoriale dei paesi europei: ciò sta diventando un tema chiave nella pianificazione così come nelle politiche pubbliche a tutti i livelli. Conoscenza e cultura sono anche il mainstream della
maggioranza delle strategie territoriali e, insieme a quello della sostenibilità, le nuove parole chiave dello sviluppo.
La tesi che si sostiene è che il modo più recente di trattare questi temi porta ad una inversione nel rapporto tra conoscenza e azione territoriale. Questo comporta la necessità di ripensare il nesso conoscenza-azione, nodo centrale della Planning Theory, nonché il ruolo del planner.
La riflessione si sviluppa come intersezione di tre campi:
1. l’utilizzo di cultura e conoscenza nelle politiche europee -in particolare nelle politiche urbane e di sviluppo territoriale;
2. il significato e il ruolo della cultura e della conoscenza oggi, e la loro capacità/modalità di entrare in relazione effettiva con i processi decisionali e in quelli di trasformazione spaziale, quindi il ruolo della conoscenza nel planning.
3. la discussione sulla crisi del paradigma della governance, all’interno della quale la conoscenza gioca un ruolo decisivo.
Si propone di valutare le pratiche di pianificazione e di governance nella loro capacità di rafforzare il nesso tra spazio e società, e nel loro potenziale di generazione/ri-generazione di conoscenza e cultura (come obiettivo esplicito, ma soprattutto come sotto-prodotto). Questo rappresenta il “cultural-turn” che vale la pena approfondire.
Per quanto riguarda la governance, si sostiene che una parte rilevante della sua “crisi” sia connessa ad una “sottovalutazione” del ruolo della conoscenza come potere. Il tema della governance (considerata sia come categoria normativa che come categoria analitica) viene perlustrato alla luce di quella sorta di “inversione” tra conoscenza e azione, intesi come strumenti e/o come obiettivi, a cui si è accennato. In questa direzione si riconoscono fertili
indirizzi di ricerca.

Barbara Pizzo, DIPTU, Dip. Interateneo di Pianificazione Territoriale e Urbanistica – La Sapienza Università di Roma, barbara.pizzo@uniroma1.it

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