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Alessandro Coppola: Urban Renewal o Shrinkage Culture? Nuove politiche di pianificazione e pratiche d’uso dello spazio nel Midwest urbano degli Stati Uniti.

Integrazione globale dei mercati, trasformazione del modello produttivo e rivoluzione tecnologica hanno investito ad ondate successive il cuore manifatturiero del Nord America. E’ in particolare il violento declino delle tante company town e citta’ manifatturiere del Midwest  ad aver attirato l’attenzione degli operatori della ricerca, dei media e della decisione politica. Qui il cambiamento economico si e’ combinato con il dispiegarsi della ristrutturazione metropolitana del territorio e del suo intrecciarsi con nuove forme di segregazione razziale e sociale.  Citta’ quali Cleveland, Detroit, Flint, Gary si sono trovate ad affrontare, a partire dagli anni ‘60, gli effetti di una violenta crisi demografica cui si sono associate una forte riduzione delle disponibilita’ di bilancio, il declino dell’economia urbana, la contrazione del mercato immobiliare, il generalizzarsi di condizioni di degrado fisico, la caduta del reddito disponibile, la concentrazione della poverta’ ed il dilagare dei mercati illegali.  

Per decenni, la risposta prevalente a condizioni strutturali sempre piu’ difficili e’ consistita nel combinarsi di politiche di competitivita’ urbana e di politiche di stampo redistributive. Da un lato, a moltiplicarsi sono stati programmi di Urban Renewal fondati su generose facilitazioni fiscali e trasferimenti pubblici aventi come obbiettivo la rifunzionalizzazione delle vecchie downtown in linea con quelli che erano considerati i mercati in crescita della nuova economia post-industriale: terziario avanzato, terziario povero, turismo ed intrattenimento; dall’altro, seppure in un quadro di forte riduzione dei trasferimenti federali, programmi di community development intendevano conseguire obbiettivi spesso indeterminati di recupero fisico e di riqualificazione sociale dei quartieri residenziali in transizione. Ma con gli anni 2000, l’accrescersi delle difficolta’ strutturali del contesto ha reso ancora piu’ evidente l’inefficacia di questo mix di politiche.

Il paper – attraverso il ricorso a diversi casi studio – intende presentare l’emergere di una nuova stagione pianificatoria che sembra assumere la sostanziale irreversibilita’ della contrazione economica e demografica delle Inner-Cities della regione come uno dei propri caratteri fondamentali. Programmi pubblici volti alla rimozione del costruito in eccesso ed alla rifunzionalizzazione e rinaturalizzazione dello spazio cosi’ liberato si sono diffusi negli ultimi anni, contestualmente all’emergere di pratiche eterodosse di uso dello spazio urbano quali l’urban farming. Ad emergere e’ una nuova shrinkage culture il cui rapporto con i principi della competitivita’ urbana ed il relativo repertorio di politiche urbane e’ ancora tutto da chiarire.

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