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Agata Spaziante: Per metropoli sostenibili, trasformazioni responsabili del suolo

tesi sostenuta _ In una fase di crisi del sistema economico, politico, sociale che coinvolge inevitabilmente non solo le città e le metropoli ma anche il territorio non urbano e che in molti casi affida al rilancio ed alla rigenerazione dei sistemi territoriali il compito di trovare percorsi per uscire dalla crisi, è importante rendere esplicite le ricadute ambientali che possono avere le politiche di trasformazione del territorio per evitare che il superamento della crisi venga pagato con alti costi ambientali e viceversa cogliendo l’occasione per la correzione di indirizzi oggi valutabili come insstenibili. Per quanto attiene allo sviluppo urbano, molte operazioni degli ultimi anni hanno avuto nel loro sfondo obiettivi strategici che vedevano il territorio come un insieme di risorse a cui attingere per “accrescere la coesione economica e sociale e la sua competitività globale”. Queste strategie vanno ri-interpretate per leggerle  non solo in rapporto al ruolo che possono giocare nel proprio territorio contiguo o nella propria Regione, ma anche in rapporto al significato ed alle ricadute che possono produrre nell’intero Paese a sostegno di politiche territoriali che convergano verso i principi su cui si basa la politica di coesione 2007 – 2013 della UE che punta alla competitività ed alla occupazione (oggi più che mai in crisi) ma anche allo sviluppo sostenibile.

Allo stesso tempo le politiche relative allo sviluppo del   suolo non urbano (ed in particolare a quello rurale) devono puntare a trasformare  responsabilmente il suolo agricolo verso usi selezionati  non solo in base ai vantaggi  produttivi (e quindi economici) ma anche in funzione delle loro ricadute ambientali. La Politica Agricola Comunitaria (PAC) è molto esplicita nell’assegnare all’agricoltura un ruolo non solo a sostegno della funzione produttiva dell’agricoltura, ma anche a sostegno del suo ruolo di creatrice / manipolatrice di paesaggio, di presidio territoriale e ambientale con una particolare attenzione alla valorizzazione delle risorse endogene (ambientali, paesaggistiche, turistiche ecc.) nel pieno rispetto dell’ambiente.

La tesi che si intende sostenere con questo contributo è che, in vista di questi obiettivi dispiegati sia sulle politiche urbane che su quelle extra-urbane,  occorre lavorare nella direzione della individuazione di criteri sintetici che possano aiutare a prendere decisioni responsabili rispetto alla sostenibilità delle politiche di trasformazione del suolo, sia esso quello urbano o quello rurale. Certamente un criterio di questo tipo è quello di una verifica, non facile, dell’impatto ambientale delle trasformazioni proposte,

Questo impatto va valutato nel considerare i risultati del riuso di aree dismesse (industriali e non solo) che ha consentito la trasformazione e l’innovazione delle metropoli ma anche di molte città piccole e medie dal passato industriale, attraverso grandi e piccole operazioni di rigenerazione urbana, di riuso e riqualificazione senza occupazione di ulteriori aree di espansione (e dunque con risparmio di suolo da urbanizzare) ed anzi con la bonifica o la messa in sicurezza di suoli, acque ecc. Va esaminato nel considerare le politiche di urbanizzazione di aree per nuove destinazioni industriali (le cosiddette “APEA”, Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate).Va analogamente controllato nel proporre e nell’attuare i Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) che devono rendere conto dell’impatto ambientale determinato dall’uso dei consistenti Fondi Strutturali europei a sostegno dell’agricoltura mediante la valutazione ambientale strategica (VAS)  nella sua fase in itinere.

Dunque la tesi che si intende discutere è che tutte queste trasformazioni devono ed oggi possono essere valutate rispetto al loro impatto sull’ambiente. Il contributo che si intende dare in questa direzione è esporre quanto ad oggi è disponibile in termini di criteri applicabili ai tre domini citati (il riuso di aree ex-industriali, la proposta di nuove aree industriali, la trasformazioni di suoli rurali).

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni/confutazioni è quello dell’analisi urbana e territoriale e quello della valutazione ambientale strategica

prospettive di lavoro _  La tesi emerge come riflessione a valle di ricerche diverse che hanno trattato l’analisi della dismissione industriale e degli interventi di riqualificazione delle aree dismesse e la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) applicata ai Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) nella Regione Piemonte. Queste ricerche sono tuttora in corso e si conta che producano in un futuro non lontano elementi tecnici di supporto al processo di decisione relativamente alle questioni che il contributo propone, a partire dal caso piemontese ma con respiro di carattere generale.

Agata Spaziante, Dipartimento Interateneo Territorio – Politecnico di Torino

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