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Ignazio Vinci: Quando la crisi viene dal mare. Sfide strategiche tra modelli di sviluppo e convivenza alternativi a Mazara del Vallo

tesi sostenuta _ Lo sviluppo di una città può assumere traiettorie inattese rispetto al fluire della propria storia. Gli studi urbani hanno dimostrato in questi anni come l’emergere di opportunità di sviluppo alternative, in forma spontanea o quale effetto di fortunati processi di rigenerazione urbana, possono avere effetti dirompenti sugli equilibri di una città non solo sul piano socio-economico ma anche su quello urbanistico e ambientale. Fenomeni analoghi possono verificarsi quando le città entrano all’interno di reti e circuiti che le mettono in contatto con risorse esterne, producendo la valorizzazione di risorse endogene a lungo rimaste sottotraccia. Nelle aree di confine, o dal modello di sviluppo incerto, questi processi possono emergere con grande rapidità, così come innescare, con altrettanta rapidità, processi di crisi e declino che possono mettere in discussione l’attribuzione di senso e valore ai simboli ed alle risorse locali.

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni/confutazioni _ Dalla prospettiva di questo quadro problematico, il paper si basa sul resoconto di un processo di pianificazione strategica che interviene in un contesto urbano meridionale caratterizzato da forti contraddizioni tra modelli di sviluppo: la città di Mazara del Vallo in Sicilia. A Mazara l’emergere dirompente del settore della pesca negli ultimi tre decenni ha scardinato gli equlibri consolidati di un’economia urbana basata sulle risorse del territorio rurale, avviando una riconfigurazione sociale e fisica della città i cui tratti più caratterizzanti sono:

  • la dominanza delle attività legate alla pesca, fondate su una flotta tra le maggiori del mediterraneo, che ha affermato le proprie priorità sulla trasformazione dello spazio urbano e l’attribuzione di senso alle risorse locali;
  • la presenza di una larga comunità magrebina, insediata nel centro storico ed economicamente dipendente dal settore della pesca, ma che rimane ai margini della progettualità pubblica.

In una fase di profonda crisi delle prospettive di sviluppo del settore della pesca tradizionale, il processo di pianificazione strategica ha contribuito a riflettere sulla dialettica tra modelli di sviluppo alternativi, oscillanti tra strategie di specializzazione economica, il recupero di standard minimi di qualità urbana e ambientale, la costruzione di un nuovo modello di convivenza civile e culturale da potere valorizzare nei nuovi scenari euromediterranei.

prospettive di lavoro _ A partire dal caso di studio, il paper riflette su alcune questioni di carattere generale su cui appare necessario continuare a mobilitare la ricerca in pianificazione territoriale e gli studi urbani: la funzione e l’efficacia delle pratiche di pianificazione strategica in contesti fragili e frammentati dal punto di vista sociale ed economico; la loro capacità di incidere sulla qualità della vita e della convivenza civile; il ruolo delle risorse territoriali e delle politiche di sviluppo rispetto alle forze centrifughe degli scenari di apertura internazionale.

Ignazio Vinci,Università di Palermo, ignazio.vinci@unipa.it

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