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Filippo Gravagno, Laura Saija: Il “fare”alla prova del Mezzogiorno – Lezioni apprese nell’esperienza del Labpeat

A 15 anni dalla sua istituzionalizzazione, un bilancio delle esperienze vissute dal Laboratorio per la Progettazione Ecologica e Ambientale del Territorio (Università degli Studi di Catania) permette di argomentare l’utilità di portare avanti la ricerca disciplinare sul sottosviluppo del meridione privilegiando esperienze pratiche e partecipate attraverso una razionalità collettiva di natura riflessiva.

In queste occasioni di lavoro miranti all’integrazione tra pratica e ricerca, trovano conferma alcune critiche alla razionalità tecnocratica ormai acquisite dal dibattito disciplinare. L’esperienza ci ha permesso di toccare con mano la validità di alcune ipotesi di lavoro per lo sviluppo del Mezzogiorno tra gli anni ’50 e ’60 (Sebregondi, Doglio, Dolci) e solo in piccola parte riprese dal dibattito attuale. Ci riferiamo, in particolare, alla necessità di:

  • intendere in modo più ampio il rapporto tra “il dentro” e “il fuori” le istituzioni quando si parla di territorio, dove pianificazione istituzionale e progettualità diffuse sul territorio possono/devono nutrirsi a vicenda;
  • confrontarsi con il problema della formazione del “soggetto” dello sviluppo come step preliminare alla implementazione di politiche di sviluppo;
  • mutare la razionalità tecnica con cui costruire soluzioni e strategie.

Sotto il profilo specifico della ricerca in campo urbanistico, sono state trovate conferme di alcune acquisizioni accademiche (sebbene ancora minoritarie nel dibattito italiano) di natura epistemologica, relative alla necessità di integrare in modo radicale riflessione e azione, conoscenza esperta e conoscenza diffusa.

Le esperienze di ricerca-azione partecipata hanno fatto emergere che attraverso questo approccio si perviene spesso alla definizione di campi problematici e livelli di conflitto diversi da quelli definiti dal solo livello tecnico quando chiamato a lavorare in autonomia.

L’esperienza non ha tuttavia portato solo conferme, ma ha anche sollevato nodi problematici e dilemmi etici ancora irrisolti. In particolare, pensiamo ci sia molto da lavorare sulle modalità di costruzione di un sapere tecnico (strumenti, tempi, forme, linguaggi, ecc.) funzionale ed epistemologicamente coerente con processi di ricerca-azione partecipata. Su quest’ultimo aspetto il paper presenterà alcune sperimentazioni in atto nell’esperienza di partnership con la rete di associazioni per lo sviluppo locale e la conservazione del fiume e della valle del Simeto nella Sicilia orientale.

Filippo Gravagno, Laura Saija, LabPEAT, Dip. di Architettura e Urbanistica, Università degli Studi di Catania

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