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Sarah Chiodi: Nuove esigenze abitative e politiche urbane della casa. Il caso di Torino.

La tesi proposta si colloca nell’interfaccia tra le discipline delle scienze sociali e dell’urbanistica, e compete l’analisi delle nuove esigenze abitative a confronto con l’offerta attuale della casa.
La questione abitativa che riemerge dalle città italiane contemporanee si connota in modo nuovo a partire da due fattori determinanti, di tipo quantitativo e qualitativo:

– l’oggettiva scarsa presenza del soggetto pubblico nell’offerta di nuovi alloggi e nella produzione di politiche a sostegno degli affitti, che si pone di fronte ad una domanda sempre più forte di sostegno da parte delle famiglie in condizioni di disagio (che non sono soltanto i “veri poveri”, ma anche i “nuovi poveri” legati a condizioni di vulnerabilità socio-economica e alle cosiddette “utenze deboli”);
– la formazione di nuovi modi di abitare condizionati dalle mutate caratteristiche della famiglia e degli stili di vita, e dalla presenza di nuovi modelli d’uso e culturali dello spazio abitativo, anche in ragione della rivoluzione microlelettronica.
Questi fattori, da una parte interagiscono con il tema della mobilità fisica e sociale (non solo in termini di spostamenti quotidiani casa-lavoro-tempo libero, ma anche in riferimento a temporanee variazioni di sede per studio-lavoro), dall’altra si confrontano con la presenza massiccia di nuove culture immigranti, generando un’articolazione complessa dei nuovi bisogni abitativi.

L’argomentazione prenderà spunto da alcune questioni fondamentali:

–  Chi sono i soggetti che caratterizzano l’attuale emergenza abitativa?

– Come incidono i nuovi stili di vita (specie quelli delle culture straniere) sui bisogni dell’abitare e dell’abitazione?

– In che modo i recenti mutamenti territoriali (mobilità, trasporti, usi degli spazi, ecc.) e le nuove tecnologie hanno influenzato la qualità dell’abitare?

La risposta a questa rinnovata domanda di casa impegna in prima linea sia il soggetto pubblico che i tecnici, attraverso la messa in atto di politiche pubbliche efficaci e la progettazione di spazi abitativi adeguati alle nuove esigenze. A partire dal caso di Torino si stanno mettendo in atto alcune iniziative interessanti in merito all’offerta abitativa che vedono la programmazione di politiche integrate tra il settore pubblico, quello privato e il terzo settore. Dunque la tesi sostenuta è che davanti a questo quadro esigenziale, da parte dell’offerta qualcosa si stia mettendo in movimento.
In questo articolo non s’intendono proporre politiche urbane innovative o modelli edilizi sperimentali, quanto piuttosto delineare un quadro sociologico di riferimento capace di produrre alcuni spunti di riflessione per la costruzione dei suddetti obiettivi; ovvero una sorta di “paper for working” finalizzato al riconoscimento di linee guida utili alla costruzione di nuove politiche e modelli per l’abitare capaci di dare una risposta possibile al quadro esigenziale emergente. Le prospettive di lavoro che si aprono a partire da questa trattazione riguardano quindi la produzione di materiali di orientamento per la programmazione di politiche pubbliche integrate, a partire da alcune esperienze locali torinesi, tra le quali il programma dell’Ires Piemonte e RE.Lab: “Design e Low Cost nell’Abitare Sociale” (a cui sto contribuendo personalmente).

 

Sarah Chiodi, assegnista di ricerca presso il Dinse, Politecnico di Torino, sarah.chiodi@polito.it

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