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Lina Scavuzzo: Progetti e politiche della casa. L’azione pubblica alla prova.

tesi sostenuta _Questo lavoro di ricerca si basa sull’ipotesi che le istituzioni pubbliche debbano svolgere un ruolo protagonista nella formulazione di progetti e politiche abitative, promuovendo sperimentazioni anche a livello architettonico e urbanistico e sostiene, inoltre, che  attraverso queste sperimentazioni si possano promuovere politiche pubbliche innovative.

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni/confutazioni _ Affrontare il tema dell’abitare nelle città e nei territori europei significa interrogarsi, ancora una volta, su alcune questioni fondamentali della contemporaneità. L’abitare e in particolar modo le politiche abitative possiedono una relazione densa con quello che ruota intorno alla crisi del welfare e ai cambiamenti nelle modalità di governo del territorio, ma anche all’iniziativa pubblica e ai nuovi assetti di governance. Nei paesi dell’Europa occidentale il crollo del welfare sociale ha segnato la messa in crisi i modelli d’azione pubblica, coinvolgendo l’intero apparato istituzionale. Sono state messe in discussione le politiche della casa, improntate su un sistema deterministico e funzionalista, che hanno ricondotto la questione abitativa al “bisogno casa” e hanno causato l’appiattimento delle differenze all’interno di categorie e tipologie. Sin dagli anni ’70 si è aperta una nuova fase per l’edilizia residenziale pubblica, sempre più orientata verso il mercato, che ha visto una sostanziale riduzione dell’intervento degli Stati nella promozione e gestione delle residenze sociali.

Questo lavoro di ricerca propone una riflessione sull’attuale ruolo dell’azione pubblica, poiché, sebbene la costruzione di una nuova edilizia sociale significhi, oggi, coinvolgere differenti operatori e risorse, promuovere partnership e negoziazione tra pubblico, privato e terzo settore, come scrive Antonio Tosi[1], “la strada della pluralizzazione incontra almeno due difficoltà: la debolezza del terzo settore e l’incertezza sul contributo che il mercato può effettivamente dare alla produzione di alloggi sociali”. Se da una parte questo nuovo sistema sembra avere una propria coerenza, poiché mette in campo responsabilità finanziaria dell’amministrazione pubblica, capacità auto-organizzativa e progettuale della società e nuovi modi di intendere e promuovere politiche, dall’altra fa emergere molteplici perplessità ed interrogativi. Cosa succede quando la società non è sufficientemente capace di auto-organizzarsi? Quando il privato (profit e non) manca di iniziativa imprenditoriale? Quando è assente la capacità di contrattazione?

Pertanto, una volta affermata la necessità di una pluralizzazione di soggetti, strumenti e risorse, rimangono dubbi intorno alla conciliazione di obiettivi di rendimento economico e di solidarietà sociale.

prospettive di lavoro  _ Il lavoro di ricerca si propone di indagare come le istituzioni pubbliche possano orientare le politiche attraverso la promozione di sperimentazione progettuale. E si propone di guardare al caso viennese e olandese come buoni esempi a cui riferirsi. La finalità non è quella di trovare indirizzi progettuali risolutori e neppure teorie universali, bensì esplorare scenari, sondare i luoghi e le condizioni culturali nelle quali i progetti abitativi prendono forma, tracciando in particolar modo percorsi di studio e di ricerca utili a ulteriori elaborazioni critiche.


[1] Tosi A., Case, abitanti, quartieri, Clup, Milano 2004

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