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Justyna Soltysiuk: Varsavia: strategie metropolitane e politiche abitative

La Polonia quest’anno ha due anniversari da celebrare: l’entrata nell’Unione Europea il 1 maggio del 2004 e l’avvio delle trattative della Tavola Rotonda di Lech Wałesa il 6 febbraio 1989. Oggi, a 5 anni dall’accesso nella Comunità e dopo venti dall’inizio della fase di transizione è possibile fare una prima analisi delle trasformazioni avvenute in questo periodo.

A Varsavia, lo scontro tra edilizia antecedente il 1989 e quella più recente era ed è inevitabile sopratutto per un nuovo e dinamico stile di vita di una generazione post-socialista. Purtroppo le trasformazioni avvenute nelle fase di transizione non sono state sempre positive. Grattaceli che soffocano l’edilizia del centro della città, la residenza che non sempre si integra (gated communities) con i quartieri prefabbricati degli anni ’70-’80 e infine il recente fenomeno dello sprawl urbano.

La capitale polacca senza dubbio ha accolto le politiche per lo sviluppo sostenibile presenti nel Protocollo di Kyoto e nella  Carta di Lipsia poiché il concetto della sostenibilità è presente nella documentazione programmatica del Comune, ma nello stesso tempo osservando il caotico l’espandersi della nuova edilizia residenziale, si può pensare ad una mancanza di controllo effettivo sulle continue trasformazioni del territorio. Probabilmente si tratta di una assunzione dei principi della sostenibilità urbana, a livello generale, ma che ancora non riesce a tradursi in un effettivo controllo delle espansioni residenziali, condizionate fortemente dalle politiche del real estate. Sicuramente la mancanza dell’esperienza dell’Amministrazione Pubblica e l’assenza delle normative adeguate per controllare il mondo dei developers non aiuta a determinare o indirizzare lo sviluppo della città verso le direttive europee. I modelli di intervento sembrano più indirizzati verso dinamiche immobiliari tipiche delle città nord americane o delle metropoli emergenti dell’America Latina e dell’Oriente che non i modelli delle metropoli dell’Europa Occidentale (Parigi, Berlino, ecc.).

Per la mancanza di una legislazione nazionale e regionale nel campo del recupero urbano a sostegno della residenza esistente e l’insufficienza di essa per quanto riguarda le nuove costruzioni si prevede sviluppare la ricerca verso la definizione delle relazioni tra la residenza consolidata e quella nuova degli ultimi 20 anni. Si tende anche a definire i singoli interventi del governo nazionale e dell’amministrazione locale, anche se privi di un programma quadro generale, comunque cercano di riorganizzare il territorio secondo i principi base della sostenibilità urbana.

Justyna Soltysiuk, Dottorato in Sviluppo Urbano e del Territorio, Facoltà di Economia di Ferrara, Facoltà di Architettura di Ferrara, Laboratorio CITER, Università degli Studi di Ferrara

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