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Angelo Sampieri: Forme dell’abitare e cultura del progetto

tesi sostenuta _ Le ricerche tese ad esplorare il mutamento dell’abitare contemporaneo convergono sulla messa in evidenza di una pluralità di forme dell’abitare. Da ciò deriva una sostanziale “opacità sociale” e nel contempo l’impossibilità di utilizzare i tradizionali modelli abitativi che individuano l’abitare come luogo separato, appropriato e valorizzato dalla famiglia, che rimanda ad un universo dato di valori e a precisi e stabili meccanismi di produzione del bene casa. Tali modelli tollerano pratiche informali dell’abitare solo se residuali. Mentre oggi, le pratiche informali sono diffuse ed è nelle loro infinite varianti che cogliamo tanto l’adattamento quanto il mutamento. Questo emerge con chiarezza da alcune recenti ricerche: dagli Atlanti eclettici di Multiplicity (Skira, 2003); alle Cronache dell’abitare milanesi (Skira, 2007); alle ricerche torinesi di Abitare la città contemporanea. Torino (Asur, 2009).
A fronte dell’ambivalenza e dell’ambiguità delle forme dell’abitare, l’offerta abitativa è ancora per lo più rigida, contratta e definita entro condizioni tradizionali. Solo in alcuni casi si sperimentano nuove modalità. Questa divaricazione pone il problema sul quale si posiziona la ricerca. Domandandosi se la distanza tra la pluralità delle forme dell’abitare e la rigidità dell’offerta possa essere imputata ad una cultura del progetto non all’altezza dei problemi che l’abitare oggi pone.

campo entro cui la tesi trova argomentazioni e confutazioni _ La ricerca prova a misurare il divario tra l’articolazione dell’abitare e la rigidità dell’offerta, individuando casi studio sufficientemente robusti da sollecitare la discussione. Il contributo si concentra su tre importanti ricerche in grado di costruire una prima strutturazione del campo:

a. Un’esposizione: Habiter écologique. Quelles architectures pour une ville durable? Esposizione presso la Cité de l’architecture & du patrimoine, Parigi 2009.
b. Una ricerca: PLUS. Les grands ensembles de logements. Territoires d’exception, Ricerca condotta da Frédéric Druot, Anne Lacaton Jean Philippe Vassal per il Ministero della Cultura francese nel 2004.
c. Una “consultazione” internazionale: Le Grand Paris de l’agglomeration parisienne. Ricerca promossa dal Presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy nel 2007.

Lo studio di questi tre casi dovrebbe consentire di mettere a fuoco il rapporto tra abitare e cultura del progetto nella combinazione con preoccupazioni più generali riguardo a temi ambientali (il primo), rapporto con il Moderno (il secondo), prefigurazioni e scenari per la città contemporanea (il terzo).

prospettive di lavoro _ A partire dalla Francia, paese che ha sperimentato importanti iniziative in ambito abitativo, la ricerca intende individuare esperienze altrettanto rilevanti in Europa. Provando a mantenere autonome, per quanto con importanti reciproche connessioni, le tre direzioni individuate. Discutendo quindi il modo in cui alcune forme dell’abitare contemporaneo sono riscritte dalle culture tecniche, in riferimento a:

a. progetti che trattano dell’abitare facendo di preoccupazioni e responsabilità ambientali lo sfondo su cui ritagliare l’offerta abitativa
b. progetti che confrontandosi con il funzionalismo moderno, tentando riscritture ed adeguamenti della sua eredità problematica
c. progetti che ridisegnano l’abitare entro uno sforzo immaginativo sulla città a venire.

Angelo Sampieri, assegnista di ricerca presso il Diter del Politecnico di Torino
angelo.sampieri@polito.it

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