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Ignazio Vinci: Città e politiche di sviluppo: come cambia la questione urbana in Italia?

tesi sostenuta _ Le politiche locali praticate sotto la sollecitazione prevalente dell’Unione europea hanno per oltre un decennio occultato la debolezza di una radicata e sistematica politica nazionale per le città. I temi della rigenerazione urbana, della competitività e dell’apertura internazionale sono temi imposti al nostro dibattito da priorità elaborate in altri contesti culturali, prevalentemente nordeuropei. Analoghe considerazioni possono farsi per le sofisticate tematiche emerse più recentemente attraverso le agende dei trattati, come le sfide sull’innovazione, la sostenibilità e la coesione territoriale. I fattori che agiscono in questo senso sono molteplici: da un lato, la difficile riduzione della questione urbana italiana a problema unitario, a fronte delle profonde discontinuità nelle traiettorie di sviluppo delle città nei diversi contesti regionali; dall’altro, un quadro politico fortemente instabile, che si riflette sulla capacità di identificare agende politiche durature.

Innestatisi in una felice stagione riformista per il governo locale, le politiche urbane hanno rappresentato un efficace dispositivo per mobilitare consenso e dare visibilità alle amministrazioni locali. Gli effetti sulle capacità istituzionali e sugli apparati amministrativi, tuttavia, non sono omogenei sul territorio nazionale e ciò si riflette sulla capacità di capitalizzare sulle esperienze compiute anche a fronte di nuove emergenze e priorità che investono la scala urbana. L’instabilità del quadro poitico nel suo complesso, inoltre, si riverbera sulla politica locale, producendo pericolose oscillazioni che tendono a spingere (tra gli altri effetti) la questione dello sviluppo urbano al di fuori dell’agenda politica.

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni/confutazioni _ Interessanti campi di osservazione in questo senso risiedono nello scarto che tuttora persiste all’interno del sistema urbano italiano in termini di dotazioni e capacità di generare politiche e servizi adeguati. Inoltre, nelle sorti alterne della questione urbana nelle politiche per il Mezzogiorno ed in particolare:

  • nelle mutazioni di contenuto, concettuale ed operativo, che la dimensione urbana ha attraversato nelle politiche comunitarie nazionali dal precedente ciclo di programmazione (2000-2006) all’attuale (2007-2013);
  • nell’emergere di nuove priorità, sia alla scala nazionale che regionale, legate al permanere di consolidati ritardi di sviluppo nelle città meridionali e tendenti a mettere in discussione la fiducia nelle politiche di sviluppo attraverso approcci integrati e partecipativi.

prospettive di lavoro _ Il paper si conclude identificando alcuni campi di lavoro per gli studi urbani che possono costituire importanti ambiti di rifessione per la costruzione e l’implementazione delle future politiche pubbliche per le città ed in particolare: la necessità di azioni di conoscenza sistematica sull’efficacia delle politiche di sviluppo urbano, nelle variegate interpretazioni che queste hanno assunto nell’esperienza delle città italiane; la necessità di rilanciare un dibattito nazionale sul ruolo e le prospettive delle politiche integrate per le città, rispetto ad un sistema politico-istituzionale che tende a marginalizzare le politiche di sviluppo locale e rilanciare approcci marcatamente settoriali.

Ignazio Vinci,Università di Palermo,ignazio.vinci@unipa.it

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