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Giovanna Caratù, Claudia Di Girolamo, Mario Morrica: Pianificazione e programmazione territoriale verso l’integrazione: quali prospettive? Il caso della governance territoriale delle Regioni Molise e Puglia

tesi sostenuta _ Il quadro delle politiche territoriali soprattutto con l’avvento del nuovo ciclo di programmazione 2007-2013, mostra una tendenza verso l’integrazione tra gli strumenti di pianificazione e quelli di programmazione economica e territoriale che preannuncia interessanti prospettive.

In particolare, traendo spunto dai casi Molise e Puglia (analizzati in occasione del progetto di ricerca per Anas finalizzato allo studio di fattibilità dell’adeguamento della SS16 Adriatica), si vogliono indagare i rischi e le opportunità di tali pratiche. Esse trovano il loro punto di forza nell’interazione sempre più frequente tra diversi soggetti e nell’integrazione tra scelte politiche a scale diverse, ma rischiano di dar luogo a governance dai caratteri identitari deboli in virtù di aggregazioni effimere condizionate dalle possibilità di finanziamento intraviste.

Da qui l’esigenza di intendere la comunità locale come soggetto attivo, non solo nella definizione degli scenari di piani e programmi ma anche nella creazione della base conoscitiva e nella definizione di parametri di valutazione delle scelte. In tali processi, la pianificazione strategica si propone come possibile luogo ad elevato grado di coerenza interna ed esterna, in cui polarizzare le scelte e le politiche dei diversi strumenti alle diverse scale, per tradurle in azioni.

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni/confutazioni _ Sempre più frequentemente, i processi descritti sono accompagnati da procedure di Visioning quale aspetto emergente delle dinamiche comunicative, utile alla definizione di un’immagine convergente tra più attori. Una visione può orientare le scelte, delineare il contesto delle azioni trasformative entro un quadro di riferimento programmatico relativo ai sistemi infrastrutturali, economico-territoriali; definire le azioni attraverso governance locali e sovralocali. Il fine è di recuperare un’identità territoriale condivisa che costruisca nuove potenzialità ed accresca il livello di competitività e attrattività nazionale ed internazionale, nell’ambito di una evidente opportunità data dalla convergenza tra i tempi operativi della programmazione e le dinamiche sociali. L’idea di visione a cui in definitiva si farà maggiore riferimento è quella proposta da P. Lévy (1996), secondo cui «il termine visione non va inteso (…) come immagine fissa del futuro (…) Essa emerge dalle interazioni e dai contatti, è plasmata dai progetti comuni, dalle circolazioni e dagli incontri». Tale processo si integra con un approccio territorialista, in cui esiste una stretta relazione tra vocazioni territoriali e sviluppo locale, che viene considerato come “il risultato di azioni collettive rese possibili dalla comune appartenenza ad un territorio e come avvaloramento di risorse potenziali specifiche di quel territorio.” (Magnaghi,1990; Dematteis, 2003)

prospettive di lavoro _ Creazione di un ambiente sia virtuale che reale atto a garantire l’interazione tra diversi soggetti su temi relativi alle attività e ai processi di pianificazione e programmazione integrata alle varie scale, partendo dalle evidenti sinergie tra aspetti spaziali e socio-economici propri di questa fase di programmazione 2007/2013, e dalla propulsione partecipativa delle comunità locali. La geometria di aggregazione di tali comunità trascende unità geografiche o amministrative ma si delinea come insieme in grado di dichiarare vocazioni e polarità di un territorio per il perseguimento di una interscalarità tra globale e locale.

Giovanna Caratù, Claudia Di Girolamo e Mario Morrica, Università degli Studi del Molise

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