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Elvira Petroncelli: Competitività territoriale e identità

tesi sostenuta _ Le identità si costruiscono e si consolidano nei luoghi in stretta sintonia con l’evolversi dei modi di vita della comunità. Queste non si possono creare artificialmente riproducendo semplicemente manufatti e richiedono un comportamento attivo della componente sociale.

Le comunità hanno un ruolo preminente quali attori del processo autodefinizione, ma anche come soggetti cui il progetto di sviluppo e di riqualificazione è rivolto. Identità e qualità costituiscono un binomio forte e due categorie connotanti il processo di diversificazione e di offerta culturale che può divenire il cardine per la competitività e lo sviluppo territoriale.

campo entro il quale la ricerca trova argomentazioni/confutazioni _ Per un reale sviluppo del territorio oggi non si può prescindere da una efficiente organizzazione sociale e adeguati livelli di benessere individuale e collettivo, che finiscono con l’aumentare la capacità dei luoghi di attrarre investimenti, contribuendo così a stimolare la competitività territoriale.

La valorizzazione delle identità richiede di guardare in modo dinamico agli elementi endogeni, materiali ed immateriali, che legano la storia del territorio a quella delle popolazioni che lo vivono. Non si tratta di preoccuparsi di cristallizzare le “eredità” culturali del luogo, ma di riconoscerle e, al limite, di riuscire in un certo senso a costruire “paesaggi”.

prospettive di lavoro _ Nel processo tradizionale di Piano si deve dare spazio adeguatamente alla conoscenza, per l’individuazione degli elementi caratterizzanti, in modo da poter valutare le caratteristiche identitarie e prestazionali, facendo riferimento ai singoli elementi ed al sistema di relazioni.

Il piano/progetto deve contribuire ad accrescere il valore dell’identità permettendone la riconoscibilità in ambiti di scala superiore.

Partendo da una valutazione prestazionale di matrice urbanistica, tesa a stimare i bisogni e quantificare i deficit, in modo da permettere di formulare strategie complessive di assetto futuro, occorre fare riferimento a parametri atti a permettere la valutazione della capacità strutturante, simbolica e percettiva degli elementi (oltre che la stima delle valenze prestazionali), in modo da poter determinare livelli di qualità e di vulnerabilità in rapporto ad interventi di recupero, così come ad azioni di rigenerazione e/o legate alle diverse forme di gestione del cambiamento.

Il problema dovrebbe innanzitutto essere affrontato secondo due modalità: valutando il singolo elemento/intervento per il suo valore espressivo, rappresentativo e prestazionale; considerando l’elemento/intervento in rapporto al contesto. E’ evidente che, in relazione alle peculiarità del contesto, alla sua permeabilità ed alla stabilità dei suoi caratteri potrà variare la trasformabilità dello stesso, pena tra l’altro la sua funzionalità e fruibilità.

Elvira Petroncelli, Dip. Pianificazione e Scienza del territorio – Università di Napoli “Federico II”, elvira.petroncelli@unina.it

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