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Claudia Meschiari: Cultura tra risorsa e domanda nella città contemporanea

La crisi rimette al centro il ripensamento delle forme della (ri)produzione dello sviluppo; e trova una delle risposte possibili in quella che viene definita “economia della conoscenza”, o cultural economy, vista come alternativa ad un modello fordista di cui si celebra la fine da un trentennio, evocandone al contempo, nostalgicamente, la coerenza.
Le città contemporanee sono viste come la sede privilegiata in cui nuovi modelli produttivi possono essere esercitati, e la cultura (la creatività, la conoscenza, in un gioco di definizioni che non sempre aiutano la comprensione dei fenomeni) viene chiamata in causa come risorsa di uno sviluppo post-fordista.
Il nesso però non è così scontato: se è vero che le città sono storicamente i luoghi di produzione di conoscenza, il legame tra le città che abitiamo e la nuova “global culture industry” (Lash, Lury, 2007) non appare ovvio.
Da un lato vi è una tradizione che ha fatto della cultura uno strumento politico, sociale ed economico nelle società e nelle città occidentali; dall’altro, vi è un cambiamento nelle forme e nei contenuti della produzione, ma anche nella dimensione dei flussi (simbolici, ma anche umani e delle merci), di cui solo in parte comprendiamo gli effetti.
Alla base del presente contributo vi è dunque l’idea che la crisi sia, per la città contemporanea, non solo quella che mette in difficoltà strutture economiche ed attori, ma che sia anche crisi dei modelli interpretativi e della capacità delle città di considerarsi riflessivamente.
Da questo punto di vista, la prevalenza di un approccio problem-solving all’uso della cultura in ambito urbano, con la tendenza a proporre modelli e percorsi quasi universalmente validi, seppure utile e talvolta raffinata, corre il rischio di assolvere i policy-makers da una riflessione più profonda rispetto al senso (politico, ma anche sociale ed economico) dell’azione culturale in ambito urbano.
Nel contributo, si intende dunque proporre uno sguardo che considera la “cultura” come una domanda posta alla città contemporanea, più che come un risposta; come una occasione per ripensare le relazioni tra economia, politiche e gruppi sociali; e come una potenzialità più che come risorsa, che richiede non tanto processi di valorizzazione quanto processi di esplorazione.
La costruzione di un approccio problem-setting rispetto alle possibilità della cultura come leva di sviluppo in ambito urbano verrà elaborata da un punto di vista teorico, ragionando sui caratteri della cultural economy e sul ruolo della cultura nelle città contemporanee, ma anche attraverso alcuni esempi provenienti dalle esperienze europee.

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