A sample text widget

Etiam pulvinar consectetur dolor sed malesuada. Ut convallis euismod dolor nec pretium. Nunc ut tristique massa.

Nam sodales mi vitae dolor ullamcorper et vulputate enim accumsan. Morbi orci magna, tincidunt vitae molestie nec, molestie at mi. Nulla nulla lorem, suscipit in posuere in, interdum non magna.

Alessandra Badami: Ripartire dalla crisi. Nuovi modelli di sviluppo urbano

tesi sostenuta _ Ripartire dalla crisi, piuttosto che resistervi perpetuando i medesimi modelli di sviluppo, appare ormai atteggiamento condiviso tra tutti i settori dell’economia, della cultura e della ricerca. Mettere a fuoco i meccanismi o i passaggi che hanno portato al crollo dei sistemi è condizione necessaria, ed il conseguente passaggio obbligato riguarda l’individuazione di soluzioni alternative, i cui spunti possono essere attinti dallo storico ciclico ripetersi delle recessioni.

Lezioni dalle crisi sono a disposizione nel recente passato (dal giovedì nero del 24 ottobre ‘29 a Wall Strett all’11 dicembre ‘97 a Kyoto) attraversando tutti i settori, dall’economia all’ambiente.

Le attenzioni in atto privilegiano la dimensione urbana come campo per la sperimentazione di alternative forme di economia e di sostenibilità energetica e ambientale, dovendo al contempo dare risposte scientificamente e culturalmente fondate alle nuove mutevoli esigenze di una popolazione urbana in continua crescita.

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni/confutazioni _ Lezioni dalla crisi urbana sono a disposizione a partire dalla crisi della città industriale fino alla implosione delle megalopoli dell’India e dell’America Latina o alla folle velocità delle tigri urbane dell’Estremo Oriente oltre il debutto del III millennio.

Crisi non soltanto legate all’economia ma anche derivate dalla crisi ambientale: esondazioni, squilibri idrogeologici, terremoti, sono diventati anch’essi monito di errori da non perpetuare. Le recenti calamità ambientali, che hanno pesantemente colpito città come L’Aquila o Messina, sono state da subito associate ad analoghe storie di terremoti e di dilavamenti alla ricerca di soluzioni, sia per far fronte all’emergenza, sia per mettere in moto la macchina della ricostruzione.

prospettive di lavoro _ La completa distruzione di una città a causa di un terremoto rappresenta forse il più alto grado di crisi a livello urbano; uscire dalla crisi richiede criteri di ricostruzione sovraordinati alla dimensione fisica degli insediamenti, investe i significati simbolici attinenti alla ricostruzione di un’identità collettiva devastata e dispersa.

Il terremoto della Valle del Belice del ‘68, interessando 14 città e radendone al suolo 4, costituisce un campo di sperimentazione di particolare interesse per la ricerca urbanistica; a quarant’anni dal sisma è stata prodotta una ricerca sulle opzioni che hanno guidato la ricostruzione finalizzata ad una revisione critica delle azioni intraprese e degli esiti prodotti e ad un loro bilancio a posteriori attraverso cui validare gli stessi strumenti urbanistici.

La ricerca, condotta con la collaborazione di 13 docenti, ricercatori e dottorandi in urbanistica della Facoltà di Architettura di Palermo, e di numerosi protagonisti della ricostruzione, ha analizzato il processo di ricostruzione quale esito di teorie e sperimentazioni urbanistiche, architettoniche e artistiche maturate negli ultimi trenta anni del XX secolo. Una particolare attenzione su Gibellina è stata motivata dal modello di crescita identitaria perseguito fin dalla ricostruzione della nuova città, vocando la città all’arte ed alla cultura, alla promozione della creatività e della conoscenza, privilegiando modelli di sviluppo alternativi rispetto all’imperante investimento nella filiera industriale.

Alessandra Badami, Dipartimento Storia e Progetto nell’Architettura, Università di Palermo

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>