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Stefano Munarin, Maria Chiara Tosi: Welfare Space e diritto alla città

Riteniamo che oggi sia cruciale porre l’accento sulla dimensione spaziale delle politiche di welfare state, sullo spazio come terreno dove possono affermarsi nuovi e vecchi diritti di cittadinanza.

In particolare riteniamo che lo spazio non possa essere più considerato come semplice supporto inerte delle politiche di welfare, ma che vada considerato quale strumento ed ambito di riflessione per lo sviluppo del benessere e dei diritti sociali.

Riteniamo essenziale il ruolo che la dimensione spaziale delle città esercita sulla qualità della vita quotidiana, sulla crescita delle diseguaglianze, sul degrado dell’ambiente, sulle possibilità di convivenza tra diversità, sull’affermazione dei diritti di cittadinanza.

Tre sono i terreni sui quali questa ipotesi cerca conforto.

Da un lato gli studi che riflettendo sulla giustizia riportano l’attenzione sulla rilevanza della dimensione spaziale. (E. Soja, H. Lefevre, M. Focault, D. Harvey)

Dall’altro le ricerche relative alle importanti ricadute sulla città fisica delle politiche di welfare state, e sulla necessità di rendere virtuoso il rapporto tra di esse, politiche e città, affinché sia quest’ultima il terreno su cui misurare le geografie dell’ingiustizia e le strutture spaziali del privilegio.

Infine, alcuni recenti strumenti di pianificazione che hanno posto al centro della propria attenzione la città fisica e la sua capacità, se opportunamente stimolata dal progetto, di produrre opportunità di miglioramento della vita quotidiana in termini di benessere, sicurezza, salubrità e giustizia. Qui ci riferiamo principalmente alle esperienze sviluppate a New York e Copenhagen.

La riflessione si alimenta di un continuo rapporto circolare tra indagine di contesti problematici, esame della letteratura, analisi di esperienze virtuose e sviluppo di progetti esplorativi.

– Indagine di diversi contesti insediativi e sociopolitici (città consolidata con tradizione di giunte di centrosinistra, piccoli centri di cintura metropolitana, dispersione insediativa che esprime governi leghisti, ecc.) intesi quali casi studio per l’approfondimento di specifici temi: spazi del welfare e comfort delle pratiche quotidiane; spazi del welfare e qualità ambientale della città, ecc.;

– Esame della letteratura ed in particolare di recenti esperienze dove è possibile riconoscere best practices.

Research by design ovvero progetto come sollecitazione di pratiche e politiche, prefigurazione che unisce la lettura del presente all’esplorazione di un futuro possibile incentivando la mobilitazione sociale e politica. Ciò consente di riconcettualizzare e delineare nuovi campi d’applicazione delle politiche di welfare, reintegrando le politiche dei servizi sociali con quelle urbanistiche e ambientali, e delineando un particolare campo di riflessione che definiamo welfare landscape.

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