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Rocco Pastore: Percezione dello spazio pubblico per costruire scenari di progetto. Le greenway della città di Potenza.

Si sostiene la tesi secondo cui la percezione dello spazio pubblico e la sua successiva “trascrizione” grafica fornisce uno strumento sia d’indagine sia operativo per ridare unitarietà ai contesti urbani caotici. La redazione di un sistema ambientale per la città di Potenza ha il fine di fornire un metodo d’interpretazione per progettare gli spazi aperti urbani e sub-urbani, da connettere per mezzo delle GREENway (GWP), vie-verdi che portano il paesaggio nella città, costituendosi esse stesse come elementi di connotazione paesaggistica. L’obiettivo è quello della rigenerazione urbana e paesaggistica di luoghi e percorsi, configurando Potenza come una vera e propria città-natura.

La tesi si colloca nell’ambito scientifico della rappresentazione, con apporti disciplinari da parte dell’architettura del paesaggio, ecologia e urbanistica. Gli strumenti d’indagine sono quelli della rappresentazione legata alla percezione spaziale e temporale degli spazi urbani, dal disegno a mano libera alla cartografia, alla rappresentazione foto-realistica, che permettono di appuntare le impressioni visive fornendo un supporto  per la definizione di progetti e scenari.

L’obiettivo di creare il sistema delle greenway di Potenza, “paesaggio che entra in città”, si esplicita nell’intenzione di dare ordine e misura allo scollamento tra tessuto edilizio e strada. La visione dinamica che si ottiene nel percorrerle si innesta nell’immaginario collettivo rinnovandolo e dandogli unitarietà. L’iperpaesaggio della città trova, dunque, nel dinamismo e nella multiscalarità della visione i link per la fruizione dei suoi luoghi, come avviene in un ipertesto. Allo stesso modo i luoghi urbani connessi da questi percorsi, soste del percorso metropolitano, permettono di fruire delle visioni statiche della città e degli orizzonti visivi ampi, rendendo la città visivamente permeabile al paesaggio. La percezione urbana è composta di sequenze di visioni comuni (tessuto edilizio di base, spazi senza qualità, lacerti di natura) e visioni singolari (architettura storica specialistica o contemporanea di qualità, ville, giardini urbani). Assegnare un valore anche alle visioni comuni è il presupposto per la ricucitura delle periferie con la città e tra di esse: con la città, eliminando l’isolamento e la sensazione di “altro” dovuta alla distanza e alle difficoltà d’accesso, tra di esse per compattarle e potenziarne il valore ambientale. La percezione indirizza la pianificazione verso progetti unitari e il design di spazi pubblici che diano qualità e riconoscibilità ai diversi luoghi, innescando meccanismi di valorizzazione spontanea, riappropriazione e riuso da parte degli abitanti, comprensione da parte di chi ne fruisce per la prima volta.

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