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Nicola Vazzoler: InPUBBLICO? Un ragionamento aperto sullo “spazio” e il suo “pubblico”!

tesi sostenuta _ E’ forse necessario confrontarci con una nuova definizione di Spazio Pubblico? Confrontarci con la definizione di uno spazio che, superando i modelli prestabiliti e consolidati, pretende di rapportarsi con un suo pubblico? I termini dicotomici, pubblico e privato non sembrano opporsi con decisione ma piuttosto contaminarsi e interessare la realtà fisica dello spazio concorrendo alla formazione e/o al mantenimento di un pubblico: le consolidate opposizioni aperto/chiuso, esterno/interno, pubblico/privato sembrano entrare in crisi. Accanto ai tradizionali modelli di spazio di natura giuridica pubblica, dal XIX sec. ad oggi, sembra essere comparsa tutta una serie di realtà fisiche che, nonostante una propria natura privata, si propongono al pubblico, vivono per e grazie al pubblico, veri e propri spazi per il pubblico, evidenziando l’esistenza oggigiorno di più pubblici diretti verso gli spazi che li definiscono: pubblici nomadi e specializzati che si accendono e spengono ad intermittenza su di un territorio che ospita la frammentazione e la dispersione dell’unità urbana. Spazi per il pubblico che si dispongono liberamente, o quasi, su di un territorio che sembra identificarsi come un “vuoto continuo” più o meno penetrabile, e/o penetrante, caratterizzato da una certa discontinuità materica, fisica e semantica, un ambiente vitale in cui gli individui possono decidere dove muoversi e/o stare, un inanellarsi continuo di spazialità e possibilità in grado di sprigionare determinate potenzialità di raccolta e aggregazione, spontanea, clandestina, organizzata, ecc.

 

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni /confutazioni _ Gettando uno sguardo non indifferente sullo spazio fisico contemporaneo è possibile evidenziarne una natura frammentaria che probabilmente riflette nel breve o nel lungo periodo le trasformazioni che investono lo spazio sociale. Si rende necessario descrivere la “società” che si muove o vive nello spazio fisico, evidenziarne le diverse caratteristiche che fisicamente si sedimentano sul territorio, strutturandolo: società di massa, società poliarchica, società intimista, società dei consumi, ecc., approcci teorici che inducono a pensare che la società contemporanea si muova per insiemi sempre più ristretti, o tendenti all’unità, sovrapponibili e dai confini più o meno netti, più o meno impermeabili e che, governati da logiche differenti (il consumismo, i media, la paura, l’identità, ecc.) insistono sulla realtà fisica attraverso segni e simboli, limitando o sollecitando l’accesso allo spazio determinando “realtà” e “pubblici” differenti (Bauman, De Carolis, M. Ilardi, Innerarity, Sennet). In una “società” in cui sembra essere cambiato il concetto dello stare assieme, in cui l’opinione pubblica sembra svilupparsi attraverso i mezzi di comunicazione, attraverso spazi non fisici, in cui si propone una progressiva privatizzazione degli spazi dell’aggregazione, assistiamo ad un’esplosione di temporalità, di pratiche d’uso che si disperdono su di un territorio fisicamente frammentario, che nasconde fra le pieghe delle trasformazioni o dello sviluppo, negli spazi dimenticati o dell’attesa, la capacità di supportare il movimento, più o meno libero, dell’individuo contemporaneo, la socializzazione e la coagulazione di uno o più pubblici.

A sostegno della tesi si propongono diverse letture, diverse interpretazioni di un’area di frangia della città di Udine in grado d’individuare e/o verificare le questioni, i temi, gli spazi o i luoghi trattati.

 

prospettive di lavoro _  Le ipotesi avanzate descrivono uno scenario, probabilmente attuale, in cui i tradizionali modelli di spazio pubblico sembrano essere scaduti in virtù di modelli di aggregazione privati o semicollettivi che selezionano in partenza il pubblico (escludiamo gli spazi di carattere storico/monumentale in cui si sedimentano segni che richiamano l’attenzione dell’Identità e/o del turista…), fra i due poli una serie di spazialità dalle geometrie e dalle nature più disparate, come spazi di risulta, spazi fra, e spazi altri, ma che sono in grado di dare origine ad un pubblico. Si tratta di un valore inatteso che origina dal movimento più o meno libero degli individui sul territorio e, regalando valore agli spazi meno esplorati, sollecita un ragionamento più approfondito e aperto sullo Spazio Pubblico contemporaneo, forse sempre più personalizzato.

 

 

Nicola Vazzoler, Dipartimento di Progettazione Architettonica e Urbana dell’Università degli Studi di Trieste,  nicola.vazzoler@gmail.com

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