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Giancarlo Paba, Camilla Perrone: Spazi di partecipazione e pianificazione: dilemmi e conflitti nell’esperienza toscana

tesi sostenuta _ Una parte significativa dei progetti finanziati dalla Regione Toscana in base alla legge sulla partecipazione (L.R. 69/2007) riguarda la costruzione partecipata di piani comunali. Molte delle esperienze sono ancora in corso e non è quindi possibile una valutazione complessiva dei risultati. In questo contributo sono contenute alcune considerazioni sui processi partecipativi che hanno accompagnato il piano strutturale di Prato. Non esiste un modello standard di piano urbanistico generale partecipato di una città di grandi dimensioni. Può essere pertanto utile riflettere, a partire dalla valutazione dei “tranelli” delle pratiche, sui nuovi sentieri della teoria della pianificazione rispetto alle questioni poste in evidenza. Naturalmente negli ultimi anni molti comuni hanno accompagnato la redazione dei piani urbanistici con iniziative di comunicazione, consultazione e coinvolgimento della popolazione e delle organizzazioni sociali, con risultati anche importanti e interessanti, e tuttavia a nostro avviso sempre parziali. Le pratiche più frequenti riguardano la consultazione degli attori sociali significativi della città (stakeholders) attraverso ‘tavoli’, forum e meccanismi della stessa natura. Insomma “deliberare” la sistemazione di una piazza è una cosa, “deliberare” un piano regolatore è un’altra cosa, più complicata e difficile.

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni/confutazioni _ Gli studi sulla democrazia deliberativa e sulla sua utilità nel campo della pianificazione, costituiscono lo sfondo rispetto al quale riferire argomentazioni e confutazioni sul caso descritto e in particolare sulla necessità di integrare le pratiche di democrazia partecipativa e deliberativa con quelle di democrazia rappresentativa. Le due forme di confronto sociale vengono per lo più interpretate in reciproca contrapposizione, a fronte di una rivendicazione del ruolo deliberativo degli organi della democrazia rappresentativa (primo fra tutti di quello del consiglio comunale), soprattutto se questo si riferisce all’approvazione di strumenti di pianificazione urbanistica.

prospettive di lavoro _ Molti processi partecipativi che accompagnano la redazione dei piani urbanistici si svolgono in un percorso separato e sghembo rispetto al processo di elaborazione tecnica dello strumento urbanistico. Tecnici e progettisti del piano lavorano su un tavolo diverso da quello delle pratiche interattive messe in campo dai consulenti o dalle agenzie specializzate nella gestione della partecipazione. I risultati del processo partecipativo – il quale spesso precede l’elaborazione vera e propria del piano urbanistico – assumono perciò un valore autonomo e vengono alla fine consegnati al committente e ai tecnici. Con questo contributo si intende mettere in evidenza alcuni dilemmi della teoria della pianificazione che nascono dalla “messa alla prova” di alcuni modelli consolidati e dal confronto con altri campi disciplinari affini al tema più generale della governance territoriale.

Giancarlo Paba, Camilla Perrone,Dipartimento di urbanistica e pianificazione del territorio, Università di Firenze, gpaba@unifi.it, camilla.perrone@unifi.it

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