A sample text widget

Etiam pulvinar consectetur dolor sed malesuada. Ut convallis euismod dolor nec pretium. Nunc ut tristique massa.

Nam sodales mi vitae dolor ullamcorper et vulputate enim accumsan. Morbi orci magna, tincidunt vitae molestie nec, molestie at mi. Nulla nulla lorem, suscipit in posuere in, interdum non magna.

Celestina Fazia: Città-intercultura-servizi

Il saggio è un estratto dell’attività di ricerca dell’assegno di ricerca “Città inclusiva/città sicura” (tutor scientifico prof. F. Moraci) che  Celestina Fazia sta svolgendo nel DSAT, Università Mediterranea di Reggio Calabria.

tesi sostenuta _ L’inclusione sociale e l’intercultura sono esiti importanti di un processo culturale particolarmente complesso, di consapevolezza e condivisione sociale che necessita di risposte concrete  in termini di azioni e strategie di città. La nuova sociologia economica, la “cultura della domiciliarità” dei servizi assistenziali legati al welfare informale[1] generano aspettative non esclusivamente legate a rapporti di reciprocità con le famiglie ospitanti.  Le città devono garantire servizi nuovi, più aderenti ai bisogni di comunità eterogenee, mutevoli nel tempo e diversi nelle difficoltà- generate da multiformi legami a distanza mantenuti con la madrepatria, scarse prospettive e orientamenti verso il futuro del percorso migratorio proprio e dei figli-.

Rendere inclusiva e sicura una città significa innanzitutto promuovere la qualità urbana, migliorare le condizioni di vita e di lavoro attraverso le politiche urbane e gli strumenti di pianificazione che devono farsi carico della loro attuazione.

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni/confutazioni _ Molti  programmi europei di rinnovamento urbano sostengono la tesi che i quartieri popolari hanno bisogno di essere de-segregati. Così, molte altre questioni: le ineguaglianze sociali all’attenzione di numerose politiche di rinnovamento urbane possono essere risolte attraverso interventi che combinano il welfare, il terzo settore con l’apertura all’imprenditorialità urbana? L’esperienza di ciascun individuo sociale di vivere il rapporto con la città, produce senso di appartenenza (o di esclusione), capacità di riconoscersi (o di non ritrovare alcun legame ma comunque di trovare le città “ospitale”  attraverso l’offerta dei servizi materiali e immateriali). Quali sono le morfologie sociali dell’esclusione? dipendono dalla dimensione urbana o dalla condizione specifica dell’individuo?

prospettive di lavoro _ Sono queste alcune questioni alla base dei processi integrativi delle comunità ospitate nelle città e le chiavi di lettura scelte per descrivere le implicazioni del rapporto città-intercultura-servizi che saranno trattate nel saggio.


[1] L’assistenza, povera di professionalità, ma percepita come più amichevole, deburocratizzata, flessibile e più gestibile dai datori di lavoro,  è stata definito da Tognetti Bordogna (2004), Welfare “leggero”, familiare e informale.

Si veda a tal propositoTognetti Bordogna F., Fasi e flussi migratori: le donne come protagoniste, in La Rivista delle Politiche Sociali, n. 3, pp 195-216 e  Ambrosiani M., Boccagli P., Il cuore in Patria, madri migranti e affetti lontani: le famiglie transnazionali in trentino, in Infosociale 29, Provincia Autonoma di Trento, 2007.

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>