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Alessandro Giangrande: Un approccio partecipativo dinamico per la riqualificazione e la valorizzazione fluviale nei contratti di fiume

tesi sostenuta _I piani statici e autocratici (non partecipati) che pretendono di determinare una volta per tutte l’assetto fisico e funzionale del territorio come in una sorta di ‘atto unico’ – piano disegnato, piano-progetto ecc. – sono destinati a fallire (Faludi 1987 e 1993, Friend & Hickling 2005). Questi piani non sono infatti utili per orientare – né tanto  meno vincolare – le scelte progettuali a lungo termine poiché l’assetto che prefigurano non evolve con la situazione politico-decisionale, ambientale, sociale, culturale, economica ecc. del contesto territoriale. Ciò è soprattutto vero quando il piano riguarda un’area vasta e gli interventi che ne conseguono comportano tempi lunghi di attuazione, come spesso avviene nei Contratti di Fiume.

L’approccio alternativo qui illustrato –  di tipo incrementale, ciclico e partecipativo –  coniuga due metodi di pianificazione / progettazione: costruzione di Scenari Futuri Dinamici (Giangrande e Mortola 2005, Giangrande 2006) e Strategic Choice (cfr. Friend & Hickling op.cit.).

Uno Scenario Futuro Dinamico è la prefigurazione delle trasformazioni che gli attori territoriali interessati desiderano oggi per i loro spazi di vita. Questa prefigurazione non è la rappresentazione dello stato finale del territorio riferita a uno specifico orizzonte temporale, ma una ‘visione’ che gli attori possono sempre aggiornare in funzione della mutata situazione del contesto.

Anche Strategic Choice è un metodo dinamico. L’assetto finale del territorio, secondo SC, non può essere prefigurato a priori ma è il risultato delle scelte progettuali che, realizzate secondo una logica incrementale, concorrono a definirlo. Con l’aiuto di SC gli attori possono identificare e scegliere in ogni momento del processo gli interventi che sono maggiormente compatibili tra loro e coerenti con le trasformazioni già attuate, nonché le azioni più adatte a superare le incertezze e i conflitti che ne rendono spesso difficile o impossibile la realizzazione.

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni /confutazioni _ La tesi sopra illustrata appartiene al campo della  planning theory. Da alcuni decenni è ampiamente argomentata e sostenuta da importanti urbanisti e studiosi del territorio (vedi bibliografia citata). Questa tesi, più che essere confutata, è oggi largamente ignorata dagli urbanisti e dai teorici della pianificazione.

prospettive di lavoro _ Gli urbanisti e i teorici del planning dovrebbero impegnarsi per sviluppare e migliorare l’approccio descritto e soprattutto cercare di verificarne l’efficacia in ambiti differenti sotto il profilo geografico e tematico.

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