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Alessandro Franceschini, Bruno Zanon: Lo spazio urbano come occasione di convivenza

tesi sostenuta _ Lo spazio urbano rappresenta da sempre un luogo specifico dell’incontro e dello scontro sociale. La città è nata per favorire la socialità, per offrire protezione alle persone (si pensi alle cinte murarie), per contenere e sedare, con le sue strutture, il conflitto che sempre, la convivenza delle diversità, può generare. La città storica, nella sua sovrapposizione stratigrafica, testimonia dell’organizzazione degli spazi anche in funzione di questa fondamentale esigenza dell’abitare. La città moderna, segnata dal paradigma razionalista, non sempre ha tenuto conto delle qualità intrinseche in termini di sicurezza degli spazi che andava costruendo e delle modalità della loro percezione. Va sottolineato, infatti, che i rapporti tra gli individui all’interno degli spazi urbani risentono della loro conformazione spaziale ed architettonica e che l’incremento del livello di sicurezza e di percezione della sicurezza coincide con la ricerca della qualità urbana. È necessario quindi combinare competenze relative al disegno urbano, alla lettura della percezione degli spazi ed alle motivazioni comportamentali degli abitanti.

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni/confutazioni _ Gli studi sulla percezione urbana trovano come precursore K. Lynch (1964, 1971) che, pur non essendosi occupato direttamente di sicurezza, ha analizzato gli automatismi comportamentali umani all’interno degli spazi urbani. Accanto a questi studi si sono posti quelli di E. T. Hall (1968) e di G. Cullen (1989), con qualche sperimentazione anche in Italia (De Carlo, 1968). In anni più recenti si è riacceso l’interesse, sia per il rapido mutare del contesto fisico e sociale delle città sia per le diffuse retoriche politiche. Vanno segnalate peraltro diverse ricerche sia di matrice sociologica che relative alla psicologia comportamentale. Si tratta di studi che affrontano in maniera dettagliata i fenomeni della percezione e del comportamento sociale in ambiente urbano ma che appaiono carenti sotto il profilo del suggerimento progettuale.

prospettive di lavoro _ Il contributo presenta gli esiti di alcune indagini svolte in ambiente urbano rivolte a sostenere modalità appropriate di progettazione urbana ed architettonica che valorizzino i contributi della psicologia comportamentale. Mettendo a confronto comportamenti e strutture urbano-architettoniche della città storica e della città contemporanea si ottengono indirizzi progettuali che integrano il bagaglio culturale dei progettisti e formano una base di valutazione della qualità dei progetti urbani, dotando commissioni tecniche e organi politico-amministrativi di criteri per valutare il livello di qualità e di sicurezza di una proposta progettuale. Ampliando ulteriormente la ricerca si ritiene di poter costruire un prontuario di metodi e criteri a supporto dei progettisti che, assegnando un ruolo adeguato alla percezione, contribuisca a progettare spazi urbani qualificati e sicuri.

Alessandro Franceschini, Bruno Zanon, Università di Trento, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, a.franceschini@unitn.it

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