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Michelangelo Russo: Il Metro a Napoli. Rigenerazione urbana e innovazione dello spazio pubblico

tesi sostenuta _ La progettazione dei sistemi di trasporto pubblico urbano, in particolare su ferro, si afferma progressivamente come campo sperimentale dell’innovazione, della trasformazione della città e della rigenerazione delle parti marginali.

Il caso di Napoli è molto significativo poiché, a partire dal 1993, la gestione comunale e regionale da parte del centrosinistra, ha consentito l’avvio di un profondo rinnovamento del sistema di mobilità. Un grande progetto pubblico che ha inciso profondamente sull’assetto dell’area metropolitana, consentendo interpretazioni diverse.

Una lettura critica della vicenda e il tentativo di farne un primo bilancio a distanza di 12 anni dall’approvazione del Piano Comunale dei Trasporti, consente di alimentare una riflessione in generale sulla gestione di un processo così complesso, ma soprattutto dei riflessi sulla forma della città e della società locale. Una riflessione che incrocia necessariamente una valutazione di 17 anni significativi della storia urbana e sociale di Napoli.

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni / confutazioni _ Studi sulla nozione e sulle pratiche di mobilità sostenibile, e sui nessi metodologici e procedurali tra pianificazione urbanistica, progettazione urbana, progetto e gestione dei sistemi di trasporto. Studi sulle valenze intersettoriali del progetto urbano, come strumento di rigenerazione urbana, economica e sociale di contesti ad alto tasso di disagio insediativo, come quelli dei grand ensamble della periferia pubblica napoletana.

Il progetto delle infrastrutture è un’azione pubblica di incremento della vivibilità urbana. Accessibilità, rafforzamento delle centralità e delle polarità urbane, riqualificazione dello spazio pubblico (aperto), l’uso degli spazi interstiziali, sono elementi di un campo sperimentale che incide profondamente su una città esistente abitabile. Questa interpretazione può essere messa alla prova con esiti interessanti nel caso di Napoli dove – in maniera più o meno implicita – con l’incremento dell’interconnessione reticolare e la riqualificazione delle aree stazione, si è tentata una strategia di rigenerazione urbana della periferia pubblica: una strategia consolidatasi nel tempo attraverso un processo di progressivo “apprendimento”. Confuta quest’argomentazione il rischio permanente dell’affermazione di una logica tecnocratica e dirigistica che disegna il network delle infrastrutture con una razionalità quantitativa ed “ottimizzante”.

prospettive di lavoro _ Un bilancio complessivo e una riflessione critica sulla vicenda, rappresentano una fertile prospettiva di lavoro con l’obiettivo di trarne indicazioni di metodo, con un adeguato livello di trasferibilità, ed in particolare di interpretare/orientare le pianificazioni territoriali e settoriali in essere (PTCP Napoli, Caserta, Salerno e Benevento; piani del paesaggio; piano della portualità, etc.) per le quali il sistema dei trasporti regionale rappresenta uno sfondo ineludibile.

 

Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica, Università degli Studi di Napoli Federico II

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