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Anna Paola Di Risio: Grandi piani e progetti per il cambiamento climatico.

tesi sostenuta _Per le alte densità di popolazione e le caratteristiche della struttura fisica, le metropoli sono estremamente vulnerabili agli impatti del cambiamento climatico e attualmente non sono progettate per far fronte ai rischi connessi.

Londra si prepara ad affrontare i rischi legati al cambiamento e mette in atto piani, strategie e progetti per ridurre le emissioni nocive e favorire l’adattamento.

Nel 2006 il sindaco Bloomberg invita i newyorkesi a segnalare una lista di dieci idee per il futuro sostenibile della città. Il risultato è oggi uno dei piani più severi per migliorare la qualità ambientale di una metropoli contemporanea.

Monaco, ricca città postmoderna, industriale e locomotiva finanziaria della Ue, punta a diventare la prima grande città contemporanea che utilizza solo energie ecologiche.

Chi ha competenze e servizi per prepararsi ai cambiamenti previsti, ha una chiara opportunità economica per sfruttare al meglio questa posizione privilegiata. Le metropoli, quindi, non solo si preparano a fronteggiare i mutamenti del clima, ma si candidano come modelli per le città del XXI secolo e come leader per guidare il mondo post-Kyoto.

campo entro il quale la tesi trova argomentazioni/confutazioni _ Lo scorso marzo una consultazione internazionale sul futuro della ‘Grand Paris’ ha inaugurato ufficialmente, in Europa, il dibattito sulla sostenibilità, prima di tutto ambientale, per il futuro della metropoli contemporanea.

Il tema dell’ambiente, al di là delle retoriche emergenti, è denso di questioni, che si pongono con immediatezza nelle agende politiche urbane del nuovo millennio. Le città, infatti, non sono solo vittime delle trasformazioni climatiche, della crisi energetica, dell’inquinamento, dei cumuli di rifiuti, ma possono diventare protagoniste nella sperimentazione di politiche ambientali innovative. Nell’attuale contesto storico economico, il tema della sostenibilità si innesta con quello della crisi globale e qualcuno afferma, oggi, che le città possano diventare la risposta alla crisi.

prospettive di lavoro _ L’aumento delle emissioni di gas serra di origine antropica contribuisce al riscaldamento globale. Questo fenomeno non agisce da solo ma corre parallelo alla variabilità naturale del clima. Gli effetti del cambiamento climatico espongono la popolazione a rischi climatici, che possono essere un risultato di elevata esposizione o di elevata sensibilità o di entrambi. Maggiore è la capacità di adattamento di una società o un gruppo sociale o di una metropoli, più alto è il potenziale per ridurne la vulnerabilità. Le misure e contromisure per limitare i danni sono sostanzialmente di controllo e adattamento, ma presuppongono l’intervento in campo sociale, economico, culturale e istituzionale, nonchè fisico e ambientale.

Nell’implementazione delle politiche, però -come mette in guardia Djamel Klouche, uno dei partecipanti al ‘Grand Paris’- la questione rischia di essere ricompresa nei modi e nelle forme di una ‘nuova igiene urbana’. Emerge, invece, la necessità di pensare a come trattare il tema in una condizione metropolitana, lavorando tra due scale, quella delle pratiche minute e quella delle scelte strategiche.

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