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Alberto Ziparo, Andrea Marçel Pidalà: Le matrici paesaggistiche come elemento di riqualificazione sostenibile della città diffusa

I cambiamenti climatici, le catastrofi naturali, i dissesti territoriali e le pressioni urbanistiche mettono in evidenza l’urgente esigenza di un processo cognitivo complesso, ma tentativamente unitario, per città, territorio, ambiente e paesaggio. I recenti fatti tragici avvenuti in Italia come il sisma dell’Aquila e l’alluvione di Messina sono l’ennesima testimonianza diretta della necessità di un’inversione di rotta nelle politiche di tutela e di trasformazione urbana e territoriale.

La disciplina ha da tempo assunto la necessità di introdurre elementi di garanzia della sostenibilità di oggetti e strutture nell’interpretazione dei processi di analisi e modificazione dei contesti territoriali ed ecopaesaggistici.  Questo comporta evoluzioni teoriche e metodologiche non scontate, in quanto richiedenti interazioni sostantive tra la propensione scientista, ecofunzionalista dell’analisi ambientale, l’attitudine estetico- morfologica e percettiva di molte discipline paesaggistiche, il pragmatismo etico dell’urbanistica. Alcuni filoni disciplinari, territorialisti o attenti alle valenze ecopaesaggistiche hanno da tempo avviato programmi di ricerca in questo senso, proponendo di recente interessanti riflessioni teoriche e notevoli esperienze applicative.

Il contributo che si propone per la Conferenza, tiene conto di recenti Studi di Ricerca di Dottorato e applicazioni alla pianificazione territoriale e paesaggistica effettuate nell’ambito dei filoni citati, e si sofferma in particolare sull’evoluzione progressiva del concetto di rete verde urbana, cangiante via via in rete ecologica, rete di sostenibilità urbana fino all’attuale matrice ecopaesaggistica urbana su cui si propone il testo elaborativo.

Esso è costituito da due momenti diversi del medesimo approccio: uno teorico sulle riflessioni metodologiche di evoluzione del concetto di rete ecologica urbana come elemento di riqualificazione ecosostenibile della città diffusa; il secondo di interpretazione di recenti strumenti di pianificazione del paesaggio e di pianificazione territoriale che tengono conto degli elementi paesaggistici come connettori di alta sostenibilità umana e strumenti di restauro ambientale del territorio.

La costruzione di questi strumenti comporta una attitudine fortemente partecipativa della politica e della pianificazione coinvolta: in questo senso appare interessante la contestualizzazione dei modelli partecipativi, rispetto alla sensibilità ecopaesaggistica del tessuto sociale e alla capacità delle governance non solo locali di assumerla come politica sostantiva, che viene descritta e interpretata nei casi studio.

Alberto Ziparo, Università degli Studi di Firenze

Andrea Marçel Pidalà, dottore di ricerca in PUT dell’Università degli Studi di Palermo

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